Berlusconi scandaloso
Certo che Berlusconi risulta scandaloso. Nelle sue condizioni lo sarebbero anche Martin Luther King e John Kennedy e molti altri statisti o leader carismatici che hanno avuto vite private incompatibili con l’esposizione pubblica. Ma lo scandalo che ne risulta, e che lo indebolisce in Italia e nel mondo, non nasce dai suoi comportamenti, nasce dai bracconieri che lo vogliono impallinare fuorilegge. Leggi Il dandy e lo snob - Leggi Il distillato d’intercettazioni sul Cav. a Bari e la lotta nel fango
9 AGO 20

Si è messo nei guai. I comportamenti privati, salvo che per gli angeli e qualche bonaccione, sono generatori di guai. Sempre o quasi. Quando sono i comportamenti degli altri a finire nei guai, e le intercettazioni arrivano a casa Berlusconi, è di nuovo lui che paga con un grottesco rinvio a giudizio, ieri, per violazione del segreto investigativo, per aver fatto, una tantum e in funzione ritorsiva, quello che a lui viene comminato ogni giorno. Vogliono il sangue, i bracconieri. Vogliono la preda. E non demordono. Se ne fottono della politica, del funzionamento delle istituzioni, dell’onore nazionale, delle regole del gioco: sangue, e tanto basti. La pressione è continua, nessuno è in grado di fermare il branco dei cacciatori. Berlusconi è uno scandalo da sempre: un imprenditore in politica, un anticomunista che polarizza l’Italia dopo la crisi della vecchia Repubblica, uno che parla come nessuno prima di lui ha mai parlato e inventa un paese che non c’era (i “rincretiniti”), uno che ci prova sempre, nel bene e nel male, e sempre senza autorizzazione. Un gigante gulliveriano da favola, ma i nani sono legioni.
Dicono in coro a noi suoi amici e sostenitori di sempre: fatelo e fateci uscire da questo incubo, trovate una soluzione che raffreddi l’incandescenza. Ma l’incubo è la politica predatoria, la giustizia persecutoria, la fine della privacy, il bracconaggio illegale. Finché non getterà la spugna per sua volontà, magari in numero sempre decrescente, noi resteremo qui a incitarlo e a denunciare, uno per uno, i colpi bassi dei suoi avversari. Non è un Lord, è un grande pugile che dà scandalo. E noi qui non siamo al concerto, stiamo assistendo a un interminabile match di boxe. Facciamo il nostro dovere, e salvaguardiamo senza infingimenti e con passione le regole di un’arte nobile con devozione partigiana e patriottica. Le partite truccate non ci piacciono.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
